21 dic 2008

CANTO DI NATALE - C. Dickens



Il Canto di Natale (A Christmas Carol), noto anche come Cantico di Natale o Ballata di Natale è una delle opere più famose e popolari di Charles Dickens (1812-1870). È il più importante della serie dei Libri di Natale (The Christmas Books), una collezione di racconti che include oltre al Canto (1843), Campane a Festa (The Chimes, 1845), L'uomo visitato dagli spettri (The Haunted Man, 1848), Il grillo sul caminetto (The Cricket on the Hearth), 1845 e La lotta per la vita (The Battle for Life). Racconto fantastico sulla conversione dell'arido e tirchio Scrooge visitato nella notte di Natale da tre spettri preceduti da un'ammonizione del defunto amico e collega Marley, il Canto unisce al gusto del racconto gotico l'impegno nella lotta alla povertà e allo sfruttamento minorile, attaccando l'analfabetismo: problemi esasperati apparentemente proprio dalla Poverty Law (Legge contro la povertà), comodo tappabuchi tanto inefficace quanto dannoso ideato dalle classi abbienti. Il romanzo è una delle più famose e commoventi storie sul Natale nel mondo.

Ambientato a Londra, il Canto di Natale è effettivamente un dramma in cinque atti, in cui le apparizioni che si presentano a Scrooge si aprono e si chiudono tra un sipario e l'altro, anche se le cortine del baldacchino dove dorme l'avaro rimpiazzano alla buona il sipario teatrale. Ma il Canto non è solo una parabola: rappresenta infatti lo sviluppo in chiave satirica e impegnata dei comici bozzetti dei Pickwick Papers, scenette umoristiche in cui compaiono quelle allegre e bonarie caricature destinate più tardi a trasformarsi nei mostri grotteschi del Canto e più avanti in quelli dei grandi romanzi. I Canti di Natale sono racconti fantastici, ma che racchiudono delle verità profonde. Vivono in una dimensione tutta loro come in Shakespeare a cui Dickens è non a caso paragonato per il forte e colorito linguaggio poetico appena mascherato dall'apparenza di prosa.


Potete guardare la mia versione Disney preferita cliccando qui sotto.
Buona Visione e soprattutto:



FELICE NATALE a tutti i Lettori di LONDRASOLOANDATA!!











18 dic 2008

Christmas Pudding




Il Pudding o Budino di Natale è un tradizionale dolce inglese, servito durante le festività natalizie. La ricetta, spesso viene tramandata da generazioni. Gli ingredienti di base, comunque, sono mantenuti perché si legano alla tradizione che voleva che questa ricetta racchiudesse tutti elementi costosi e preziosi, come le spezie che caratterizzano questo dolce. Inoltre la tradizione racconta che ogni donna che lo prepara metta nell’impasto un piccolo oggetto che sarà un portafortuna per chi lo trova. Il termine Plum-Pudding vuol dire alla lettera “budino di prugne”, benché questo ingrediente non sia presente nella ricetta.




200 g margarina- 350 g uvetta secca di Corinto- 200 g uva sultanina- 200 g uva passa- 50 g di canditi misti- 25 g di mandorle tritate- 175 g farina- 2 cucchiaini di spezie miste in polvere (chiodi di garofano, cannella, zenzero) - 1 cucchiaino di noce moscata in polvere- 175 g di briciole di pane fresco (pane al latte, senza crosta)- 700 g di zucchero di canna- 2 uova grosse, sbattute- la buccia ed il succo di 1 limone- 1 cucchiaio di melassa- 4 cucchiai di latte- 2 cucchiai di brandy- 1 stampo da budino dalla capacità di 1 litro- carta oleata- agrifoglio per decorare- 1 cucchiaio di brandy per flambare




Imburrate lo stampo da budino con abbondante burro ed a parte anche un foglio doppio di carta oleata che vi servirà poi da coperchio per il pudding. In una ciotola grande mescolate tutti gli ingredienti con un cucchiaio di legno per circa 5 minuti fino ad ottenere un composto omogeneo e riempite con questo la forma imburrata. Pareggiate la superficie che deve rimanere al disotto del bordo per circa 2,5 cm e coprite con il doppio foglio di carta oleata (la parte imburrata rivolta verso l'interno) ben ripiegato tutt'intorno al bordo e legato con dello spago da cucina. Mettete il Pudding in una pentola e aggiungete dell'acqua calda in modo che ricopra la forma per 1/3. Coprite col coperchio e fate cuocere a fuoco bassa per circa 6 ore non dimenticando di aggiungere sempre l'acqua calda che mano a mano evapora. Trascorso questo tempo, togliete il pudding dall'acqua e fate raffreddare. Sostituite poi il coperchio di carta oleata con un altro che legherete come il precedente. Conservate il pudding in un luogo fresco e arieggiato.La mattina di Natale riscaldate il pudding per circa 2 o 3 ore con lo stesso metodo che avete usato per la prima cottura, ricordandovi di sostituire di tanto in tanto l'acqua che evapora.Quando è ben caldo, rovesciatelo sul piatto di portata, decorate con l'agrifoglio, versate sulla cima un cucchiaio di brandy riscaldato in un pentolino e flambate (infiammate) a tavola. Servite accompagnato dal Burro al Brandy.








11 dic 2008

PICCADILLY CIRCUS "l'ombelico di Londra"




E' famosa per i display luminosi e le insegne al neon posizionate su di un edificio posto al lato settentrionale della stessa e per la celebre Shaftesbury Memorial Fountain che rappresenta “l’Angelo della Carità Cristiana” (che tutti conoscono come“Eros”), la piazza è circondata da imponenti edifici quali il London Pavilion (sede di numerosi negozi e del Trocadero) ed il Criterion Theatre. Nessuno va a Londra senza scattare una foto in quello che io personalmente definisco "l'ombelico di Londra". Ufficialmente Piccadilly Circus fu costruita nel 1819 per collegare con un incrocio circolare (da cui il nome "circus" che in inglese sta appunto ad indicare lo spazio aperto di forma circolare in prossimità di un incrocio) Regent Street con l'affollata via di traffico di Piccadilly. Già all'epoca le vie suddette erano infatti intasate da migliaia di persone che vi si riversavano per riempire i tanti negozi esistenti. Singolare è l'origine del nome: a cavallo tra il 1500 ed il 1600 divennero molto di moda particolari tipi di colletti per indumenti definiti "piccadills". La strada nel 1692 era nota come Portugal Street così chiamata in onore di Caterina di Braganza, regina consorte del re Carlo II d'Inghilterra. Ma già a partire dal 1743 era noto col nome di Piccadilly. La costruzione di Piccadilly Circus si rese necessaria come detto nel 1819 per decongestionare l'intenso traffico della zona ma in realtà la sua costruzione non fece altro che favorire l'interscambio tra le strade attigue. La sua originaria forma circolare si perse nel 1886 quando venne costruita Shaftesbury Avenue. Il 10 marzo 1906 fu aperta la stazione metropolitana di Piccadilly Circus sulla Bakerloo line, pochi mesi dopo fu aperta anche sulla omonima Piccadilly line. La prima inserzione pubblicitaria luminosa risale al 1910. Per commemorare il famoso filantropo Anthony Ashley Cooper 7°conte di Shaftesbury, nel 1893 fu eretta la Shaftesbury Memorial Fuontain caratterizzata dalla statua dell'"Angelo della Carità Cristiana" (in inglese The Angel of Christian Charity) conosciuto però col nome di Eros che tranne un breve periodo, coinciso con la Seconda Guerra Mondiale, quando fu rimosso per far posto ad allarmi anti-aerei prima e pubblicità propagandistiche poi, è stato sempre lì a dominare la piazza. La fontana si trova oggi in una posizione diversa dalla originaria visto che è stata spostata durante i lavori di ammodernamento della piazza durati dal dopoguerra fino alla fine degli anni '80. A causa della sua vicinanza col quartiere di Soho, Piccadilly Circus è stata da sempre un punto d'incontro per le varie comunità omosessuali londinesi, alla ricerca di prostituzione o più semplicemente di incontri occasionali.

01 dic 2008

STOP AIDS



La Giornata mondiale contro l'AIDS, indetta ogni anno il 1º dicembre, è dedicata ad accrescere la coscienza della epidemia mondiale di AIDS dovuta alla diffusione del virus HIV. La ricorrenza è stata scelta in quanto il primo caso di AIDS è stato diagnosticato il 1º dicembre 1981. Da allora l'AIDS ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive che la storia ricordi.


Questo blog sostiene la lotta a ll'HIV e ha scelto di diffondere informazioni utili per contribuire a sconfiggerlo attravero l'informazione


Esistono tre diverse modalità di trasmissione dell’Hiv: per via ematica, per via sessuale e per via materno-fetale.

La trasmissione per via ematica avviene con stretto e diretto contatto fra ferite aperte e sanguinanti e scambio di siringhe con un sieropositivo Durante le prime fasi dell’epidemia, quando erano minori anche l conoscenze sui sistemi di diffusione del virus, diverse persone sono state contagiate dall'Hiv in seguito a trasfusioni di sangue o alla somministrazione di suoi derivati. A partire dal 1985 questo tipo di trasmissione dell'infezione è stato praticamente eliminato, grazie a un maggiore controllo delle unità di sangue, al trattamento con calore degli emoderivati e alla selezione dei donatori, ma anche a un minor ricorso a trasfusioni inutili e ad un maggiore utilizzo dell’autotrasfusione.

La trasmissione attraverso il sangue rappresenta, invece, la principale modalità di contagio responsabile della diffusione dell’infezione nella popolazione dedita all’uso di droga per via endovenosa. L’infezione avviene a causa della pratica, diffusa tra i tossicodipendenti, di scambio della siringa contenente sangue infetto. Possono essere infatti veicolo di trasmissione dell’Hiv anche aghi usati, e in questo senso sarebbe opportuno sottoporsi ad agopuntura, mesoterapia, tatuaggi e piercing utilizzando aghi monouso e sterili. Con la stessa modalità è possibile la trasmissione sia dell’Hiv che di altri virus tra i quali quelli responsabili dell’epatite B e C, infezioni anch’esse molto diffuse tra i tossicodipendenti.

La trasmissione sessuale è nel mondo la modalità di trasmissione più diffusa dell’infezione da Hiv. I rapporti sessuali, sia eterosessuali che omosessuali, non protetti dal profilattico possono essere causa di trasmissione dell’infezione. Trasmissione che avviene attraverso il contatto tra liquidi biologici infetti (secrezioni vaginali, liquido pre-eiaculatorio, sperma, sangue) e mucose durante i rapporti sessuali. La trasmissione è possibile anche se le mucose sono integre.

Ovviamente, tutte le pratiche sessuali che favoriscono traumi possono provocare un aumento del rischio di trasmissione. Per questo motivo i rapporti anali sono a maggior rischio, perché la mucosa dell'ano è più fragile e meno protetta di quella vaginale. Ulcerazioni e lesioni dei genitali causate da altre patologie possono inoltre far aumentare il rischio di contagio.

Il coito interrotto non protegge dall'Hiv, così come l'uso della pillola anticoncezionale, del diaframma e della spirale. Le lavande vaginali, dopo un rapporto sessuale, non eliminano la possibilità di contagio.

I rapporti sessuali non protetti possono essere causa di trasmissione non solo dell’Hiv. Esistono, infatti, oltre 30 malattie sessualmente trasmissibili (Mst).


GRAVIDANZA
La trasmissione da madre a figlio, o verticale, può avvenire durante la gravidanza, durante il parto, o con l’allattamento. Il rischio per una donna sieropositiva di trasmettere l’infezione al feto è circa il 20%. Oggi è possibile ridurlo al di sotto del 4% somministrando zidovudina (Azt, primo farmaco usato contro l’Hiv) alla madre durante la gravidanza e al neonato per le prime sei settimane di vita. Per stabilire se è avvenuto il contagio il bambino deve essere sottoposto a controlli in strutture specializzate per almeno i primi due anni di vita.

Tutti i bambini nascono con gli anticorpi materni. Per questa ragione, il test Hiv effettuato sul sangue di un bambino nato da una donna sieropositiva risulta sempre positivo. Anche se il bambino non ha contratto l’Hiv, gli anticorpi materni possono rimanere nel sangue fino al diciottesimo mese di vita, al più tardi entro i due anni. Il bambino viene sottoposto a test supplementari per verificare se è veramente portatore del virus o se ha ricevuto solo gli anticorpi materni.

PREVENZIONE
Poche semplici precauzioni possono ridurre, o addirittura annullare, il rischio di infezione da Hiv. Per evitare la trasmissione dell’infezione per via ematica:
evitare l’uso in comune di siringhe e aghi per l’iniezione di droghe
non sottoporsi ad agopuntura, mesoterapia, tatuaggi e piercing se gli aghi utilizzati non sono monouso o non sono stati sterilizzati
per gli operatori sanitari, fare attenzione nel maneggiare e utilizzare aghi e altri oggetti taglienti
per i medici, incoraggiare l’uso di autotrasfusioni e conformarsi in maniera rigida alle indicazioni per le trasfusioni di sangue: le donazioni di sangue vanno sempre sottoposte al test per l'Hiv, né devono donare sangue, plasma, sperma, organi per trapianti, tessuti o cellule le persone che abbiano avuto comportamenti a rischio.
Per evitare la trasmissione dell’infezione per via ematica sessuale:
avere rapporti sessuali mutuamente monogamici con un partner che non sia infetto
eventualmente, astenersi dai rapporti sessuali
nel caso di rapporti occasionali (vaginali, orogenitali o anali), utilizzare il profilattico.
L’uso corretto del profilattico può infatti annullare il rischio di infezione durante ogni tipo di rapporto sessuale con ogni partner. Nei rapporti sessuali il preservativo è l'unica reale barriera protettiva per difendersi dall'Hiv. Non vanno usati lubrificanti oleosi perché potrebbero alterare la struttura del preservativo e provocarne la rottura. È necessario usare il preservativo all’inizio di ogni rapporto sessuale (vaginale, anale, orogenitale) e per tutta la sua durata. Anche un solo rapporto sessuale non protetto potrebbe essere causa di contagio.

Per un uso corretto del profilattico è importante:
leggere le istruzioni accluse
indossarlo dall’inizio alla fine del rapporto sessuale
usarlo solo una volta
srotolarlo sul pene in erezione, facendo attenzione a non danneggiarlo con unghie o anelli
conservarlo con cura: lontano da fonti di calore (cruscotto dell'auto ed altro) e senza ripiegarlo (nelle tasche, nel portafoglio).
La pillola, la spirale e il diaframma sono metodi utili a prevenire gravidanze indesiderate, ma non hanno nessuna efficacia contro il virus dell’Hiv.

L’uso di siringhe in comune con altre persone sieropositive costituisce un rischio di contagio pertanto è necessario utilizzare siringhe sterili.

Le trasfusioni, i trapianti di organo e le inseminazioni, nei Paesi europei, sono sottoposti a screening e ad accurati controlli per escludere la presenza dell'Hiv.



Il virus non si trasmette attraverso:
strette di mano, abbracci, vestiti
baci, saliva, morsi, graffi, tosse, lacrime, sudore, muco, urina e feci
bicchieri, posate, piatti, asciugamani e lenzuola
punture di insetti
Il virus non si trasmette frequentando:
palestra, piscina, docce, saune e gabinetti
scuole, asili e luoghi di lavoro
ristoranti, bar, cinema e locali pubblici
mezzi di trasporto.